venerdì 5 novembre 2010

con Amore e per l'Amore

Scrivo questo post con l'anima straziata, come raramente mi è capitato.
Il perchè potete leggerlo qui.
Lo scrivo perché non so dove altro scrivere, e perché qui altre volte ho parlato di "legami" e "fili". Io ho conosciuto la profondità e l'intensità dell'amore di questa persona, e so che la medesima intensità e profondità ha oggi il suo dolore.
Ma se leggerete, saprete perché sono orgogliosamente fiero di aver condiviso qualche passo sul cammino della vita con questa donna. Le nostre strade si separarono anni fa, poi, nuovamente, son tornate a sfiorarsi per caso da pochi mesi. Sono consapevole che ho ancora molto da imparare da lei.
Ti voglio bene, Vivi.
Ti voglio bene, Giampietro.
Ti voglio bene, Samuele.
Possa l'amore circondarvi sempre.

giovedì 28 ottobre 2010

telefono senza fil(tr)i

Credo che l’osservazione del linguaggio e della sua evoluzione nel perimetro di un gruppo sociale possa fornire un gran numero di informazioni sulle dinamiche del gruppo stesso. A causa del mio lavoro, mi capita di intrattenere rapporti con molti livelli gerarchici di una stessa società, e ho notato che la propagazione di un termine particolare è assai più indicativa per individuare leadership e competenze di qualsiasi complesso organigramma. Ciò non toglie che a volte i risultati siano abbastanza comici. Ad esempio, ho partecipato ad una riunione in cui un importante dirigente utilizzava una parola secondo me orrenda e molto poco comune: nel tentativo di motivare i manager suoi sottoposti, ha sottolineato più volte che l’obiettivo è efficientare i processi aziendali. Poiché questo dirigente è oggettivamente competente e molto stimato, il risultato è stato che la diffusione del termine è stata velocissima ed ha permeato via via gli strati gerarchici, producendo un florilegio di email più simile allo svolgimento del compito “Scrivete un pensierino con la parola efficientare” che all’applicazione di una direttiva aziendale.
Man mano che si scende, si va dal semplice e didascalico “Si ravvisa la necessità di efficientare i processi dell’area XY” fino al più sofisticato ed operativo “Nell’ottica di efficientare le performance del settore XYZ” ed infine, a posteriori, “Declinare l’ efficientamento effettuato nelle procedure XYZW”
E io declino…
Efficientamens,
efficientamentis,
efficientamenti…

Scrivo questo post prima che qualcuno degli operativi mi dia il colpo di grazia elencando le efficientamentazioni.
E’ una specie di testamentazione intellettuale, insomma.

giovedì 30 settembre 2010

Penta Rei

Ovvero cinque COSE che, se dovessi privarmene, mi mancherebbero… non necessariamente nell’ordine e senza pretesa di esaustività:
Gli strumenti musicali
Le motociclette
Ahimè, le sigarette
La rete (e uno strumento di accesso alla stessa, ovviamente)
La matita
Perché lo lascio scritto qui? Boh.. magari perché se qualcuno dovesse trovare il modo di andare indietro nel tempo e cambiare l’evoluzione di questa società malata, vorrei che sapesse che queste cose per me sarebbe meglio lasciarle, ecco…

lunedì 27 settembre 2010

zucchero affilato

Ci sono persone speciali, affetti speciali, rapporti speciali, che si nutrono raramente, come gli asceti sulle montagne. A volte senti il bisogno di un pensiero, di una vicinanza, che reprimi per pudore o riservatezza, o per timore di essere in qualche modo frainteso o inopportuno.. ma poi la richiesta ti arriva, puntuale e inaspettata, dall’altra parte. Perché “speciale” vuol dire, in un certo senso, “condiviso”. Sono piccole riduzioni, che conservano e concentrano gli aromi di zucchero e frutta, tratti morbidi di carboncino, scintille di contentezza vera.
Mi piace l’idea del blog, perché, al contrario di mail, sms, telefonate (che sono forme “push”), il blog è una forma di comunicazione “pull” . Il mio messaggio lo lascio qui, lo troverai quando ne avrai voglia, o bisogno, quando cercherai l’abbraccio, la stima, il pensiero che ti è mancato.
Ah, se ti stai chiedendo se è per te… sicuramente lo è!
Sì, anche se non ci conosciamo.
Sì, anche se sei finito qui per caso.

giovedì 23 settembre 2010

I'm happy, I'm feeling glad I got sunshine

Cioè, dico… io capisco che oramai a novembre ci sono i panettoni in tutti i supermercati, e va bene… ma ieri, mentre pranzavo al ristorante, è entrato LO ZAMPOGNARO! Il 22 di settembre! E con tanto di gilet ovino e calzature alla Dolce Remì!
Dopo venti secondi di iniziale stupore, ho DOVUTO dargli dei soldi, se non altro per il coraggio di affermare la propria zampognarità al di fuori del tempo.
E’ per questo che oggi ho una maglietta arancione e due occhiaie improbabili: mancherà anche più di un mese ad Hallowe’en, ma io sono pur sempre una zucca!

mercoledì 22 settembre 2010

venerdì 10 settembre 2010

Collezioni

C’è chi colleziona più o meno qualsiasi cosa, io colleziono frasi che non ho potuto dire.
No, non quelle non dette per timidezza o pudore (che pure ce ne sarebbero), né quelle indicibili per contesto o opportunità (son già molte meno), ma quelle che proprio non posso pronunciare senza mentire a me stesso…
Ci sono pezzi molto comuni ed alquanto dozzinali (ad esempio ”Ti prego, basta Naomi, proseguiamo domani chè stasera non ce la faccio più” giace a prendere polvere sugli scaffali da più di dieci anni), ma ci sono anche pezzi più pregiati ai quali sono sinceramente affezionato.
Uno dei miei preferiti è “Ma cosa ci avrò trovato, in quella là”. Lo tengo dentro una vetrinetta lucida, perché mi piace. Mi piace che quando penso ad una qualsiasi persona che sia stata importante nella mia vita sentimentale (vissuta o semplicemente desiderata, ha poca importanza…), so esattamente perché lo è stata, cosa mi ha colpito, e mi piace soprattutto il fatto che mi colpisca ancora; che non possa incontrare, ascoltare, leggere, in qualche caso solo ricordare queste persone senza che la stessa piacevolezza mi inondi dolcemente. Ho qualche rimpianto, come tutti, qualche irrisolto, ma nessun rancore; e sì, io so sempre cosa ci ho trovato in quella là, perché ce lo trovo ancora. A volte questa cosa è un po’ pesante da gestire emotivamente, lo ammetto, ma non è un tradimento del presente, è solo che certi fili non si spezzano… ed io, modestamente, i fili ho sempre saputo scegliermeli.